Criticità

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Siamo quasi sicuri che in passato vi sarete chiesti:

  • Come mai, viste le interessanti premesse, il momento della valutazione è un’esperienza da incubo più che un’occasione di crescita per il personale e per l’organizzazione?
  • Come mai i valutatori dedicano in media oltre 72 ore a testa alla compilazione delle schede di valutazione di fine anno, inserendo dati che in genere sono poco verosimili, “generosi”, livellati e molto discordanti rispetto ad altri KPI di performance aziendali (di volumi, valore, costi, servizio, tempo, efficienza ed efficacia, interna od esterna)?

E poi ancora:

  • Quanto i vostri manager sono consapevoli di come si possano valutare le competenze dei propri collaboratori?
  • Quanti di loro hanno ben chiaro che per mettere in correlazione tra loro risultati e competenze sia indispensabile individuare i singoli comportamenti che li sottendono e li definiscono?

Il processo di valutazione delle performance, a causa delle limitazioni della mente umana, è inevitabilmente soggetto ai cosiddetti “bias cognitivi”, veri e propri errori di valutazione o mancanze di oggettività di giudizio, che portano ad interpretazioni delle informazioni in possesso, anche quando non logicamente o semanticamente connesse tra loro, non coerenti con l'evidenza dei fatti.

Non è così facile con i sistemi di valutazione attualmente in uso riuscire ad analizzare rapidamente lo stato dell'organizzazione, individuare gli interventi formativi per il suo miglioramento e riuscire a predisporre in maniera agevole piani di allineamento aziendale: questo causa un fuggi fuggi di talenti che non giova al benessere aziendale.

Ecco perché K-Rev potrebbe essere la risposta a questi problemi.

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